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	<title>Approfondimenti - Uomo e il Sacro Archivi - Simboli, Miti, Rituali</title>
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	<title>Approfondimenti - Uomo e il Sacro Archivi - Simboli, Miti, Rituali</title>
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		<title>Sostanze consacrate e riti di passaggio</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2022 01:57:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti - Uomo e il Sacro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sostanze consacrate e riti di passaggio Da Oriente ad Occidente nei miti più antichi si tramanda l’esistenza di un Regno misterioso e inaccessibile: l’isola di Apollo che i Celti chiamarono Aballun-Avallon, la città delle porte d’Oro nel mito platonico di Atlantide, denominata anche Isola bianca, Agharta o Thule, il regno del Prete Gianni, l’Eden o</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Sostanze consacrate e riti di passaggio</h2>
<p>Da Oriente ad Occidente nei miti più antichi si tramanda l’esistenza di un Regno misterioso e inaccessibile: l’isola di Apollo che i Celti chiamarono Aballun-Avallon, la città delle porte d’Oro nel mito platonico di Atlantide, denominata anche Isola bianca, Agharta o Thule, il regno del Prete Gianni, l’Eden o il Pardes della tradizione cabalistica.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-4066 aligncenter" src="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/11/Senza-titolo1.png" alt="" width="556" height="314" srcset="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/11/Senza-titolo1-200x113.png 200w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/11/Senza-titolo1-300x169.png 300w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/11/Senza-titolo1-400x226.png 400w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/11/Senza-titolo1.png 556w" sizes="(max-width: 556px) 100vw, 556px" /></p>
<p>Un Regno, governato da un possente monarca, da cui tutto origina e dal quale discende un eroe prescelto per essere il “re del mondo” in grado di creare sulla terra un collegamento con questo regno celeste, di stabilire un’alleanza tra Dio e l’uomo. È il caso dell’eroe Manu nella tradizione hindu o del mitico Menes degli antichi Egizi; corrisponde anche al Minos dei Greci, al Menu dei Celti e ancora nell’antica Roma troviamo la figura del re primordiale Numa. Si tratta quindi di un personaggio speciale, che in tutte le tradizioni ritorna con nomi simili ad indicare una qualifica o un titolo particolare, ossia quello di pontefice tra terra e Cielo. Questi eroi vengono consacrati direttamente da Dio o da speciali personaggi che, investiti del potere divino, sono in grado di conferire questa speciale iniziazione che li qualifica come Re e Sacerdoti (Alessandro Benassai, La leggenda del Santo Graal e il regno misterioso. Le Origini divine della regalità, Archeosofica, San Galgano 1995).</p>
<p>Da questa idea primordiale della regalità e dagli antichissimi rituali per conferirla, sono derivate nel corso dei secoli cerimonie che sanciscono e consacrano un effettivo cambiamento di stato, solitamente un passaggio dal mondo profano a quello sacro. Determinando così, per chi ne è protagonista, un nuovo inizio in una mutata condizione.<br />
E proprio nell’ambito di tali riti, vengono praticate unzioni o aspersioni rituali con sostanze benedette per purificare e battezzare. Ne troviamo traccia nello zoroastrismo, in Polinesia, presso gli antichi Germani, nei culti animisti dei primitivi, o negli antichi riti misterici della tradizione greca e romana. È il caso del taurobolio praticato nei misteri di Attis, ossia il bagno rituale nel sangue di un animale sacro. Anche nei misteri del dio Mitra l’iniziato doveva compiere il sacrificio di un Toro e poi lasciare che il suo sangue lo vivificasse, gli conferisse nuova vita.</p>
<p>L’uso di sostanze consacrate ritorna anche in quelle cerimonie religiose che prevedono la condivisione di un pasto sacro o l’assunzione di una sacra bevanda da cui poter acquisire forza magica o vita divina. È il caso dei banchetti totemici, come quelli celebrati dagli Aztechi del Messico che, in occasione di alcune festività religiose, fabbricavano un&#8217;immagine di pasta del loro dio, che veniva simbolicamente messo a morte, quindi fatta a pezzi e distribuita ai fedeli che se ne cibavano. <img decoding="async" class="size-full wp-image-4067 alignright" src="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/11/Senza-titolo2.png" alt="" width="527" height="281" srcset="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/11/Senza-titolo2-200x107.png 200w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/11/Senza-titolo2-300x160.png 300w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/11/Senza-titolo2-400x213.png 400w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/11/Senza-titolo2.png 527w" sizes="(max-width: 527px) 100vw, 527px" />Tra le bevande sacre ricordiamo il soma della religione vedica, ossia il succo di una pianta sacra considerata bevanda degli dei – corrispondente all’ambrosia dei greci e all’amrita degli indù – in grado di conferire agli uomini salute fisica, scienza e santità, facendo di chi ne beveva un uomo nuovo. L&#8217;haoma mazdaico ne è l&#8217;equivalente e pertanto anch’esso veniva considerato un farmaco d&#8217;immortalità. La mirra offerta al Bambino Gesù dai Re Magi, sacerdoti della religione mazdaica, ne è un ricordo.</p>
<p>Anche nei rituali mitraici si consumava un pasto sacro in memoria di quello celebrato da Mitra con il Sole, che prevedeva la condivisione tra i soli iniziati ai gradi più avanzati di una sacra bevanda &#8211; l’haoma persiano poi sostituito da vino diluito con acqua- e del pane. In questo modo il fedele avrebbe assimilato le sostanze nate dal sacro Toro acquisendone vita divina. Il pane infatti si ricava dalla spiga, la stessa che spesso nei bassorilievi mitraici con scene di tauroctonia scaturisce proprio dal Toro. <img decoding="async" class="size-full wp-image-4068 alignleft" src="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/11/Senza-titolo3.png" alt="" width="556" height="304" srcset="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/11/Senza-titolo3-200x109.png 200w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/11/Senza-titolo3-300x164.png 300w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/11/Senza-titolo3-400x219.png 400w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/11/Senza-titolo3.png 556w" sizes="(max-width: 556px) 100vw, 556px" />Il vino invece è simbolo del sangue che sgorga dall’animale.<br />
Sempre nei misteri di Mitra durante alcuni particolari rituali, veniva praticata sulla lingua dell’iniziato un&#8217;unzione con miele, considerato simbolo di sapienza e pertanto cibo dei beati che si riteneva preservasse dal peccato, rendendo simili agli dei.</p>
<p>La consacrazione poteva avvenire anche attraverso il tocco di una statua della divinità o di oggetti sacri, come accadeva nei misteri eleusini e in quelli di Cibele, o la visione improvvisa della luce che sgorga dal luogo sacro.</p>
<p>Queste cerimonie che prevedono l’uso di sostanze benedette erano parte di complessi rituali definiti da antropologi ed etnologi riti di passaggio e iniziazione. Rituali che mantengono tratti comuni attraverso i secoli e in tutte le aree geografiche, sono tramandati in miti e leggende e sovente vengono celebrati in particolari momenti astronomici legati al ciclo del Sole e della Luna (solstizi, equinozi, pleniluni…).<br />
Possono riguardare l’ordinazione sacerdotale, l’iniziazione religiosa, l’investitura cavalleresca, la consacrazione di Re, Principi e Papi, l’inserimento nella società, l’adesione ad una confraternita, il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, ma anche matrimonio, morte, viaggi.</p>
<p>Arnold Van Gennep, che agli inizi del Novecento ha studiato questi rituali e per primo ha utilizzato la definizione di “riti di passaggio” (Les rites de passage, 1909), ne distingue tre fasi che ricorrono in tutte le tradizioni: preliminale, liminale e post-liminale. La fase pre-liminale era articolata a sua volta in tre momenti essenziali: separazione, ossia il distacco dal mondo profano che poteva avvenire ad esempio con il ritiro nel deserto o dimorando in un luogo sacro quale il tempio, purificazione necessaria per eliminare ogni eventuale impurità e che poteva avvenire attraverso l&#8217;abluzione o il digiuno, ed esorcismo. Ad essa seguivano la vera e propria fase di transizione (fase liminale) e quindi una successiva reintegrazione (fase post-liminale).</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-4069 alignleft" src="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/11/Senza-titolo4.png" alt="" width="385" height="385" srcset="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/11/Senza-titolo4-66x66.png 66w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/11/Senza-titolo4-150x150.png 150w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/11/Senza-titolo4-200x200.png 200w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/11/Senza-titolo4-300x300.png 300w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/11/Senza-titolo4.png 385w" sizes="(max-width: 385px) 100vw, 385px" />Un esempio di questi riti di passaggio, che in taluni casi possono coincidere con vere e proprie iniziazioni, è il battesimo nel cristianesimo primitivo, che era praticato da un sacerdote e riservato principalmente agli adulti: la fase preliminale prevedeva un rito di purificazione ed esorcismo per allontanare le impurità del peccato; la fase liminale era quella del battesimo vero e proprio (per immersione totale) e dell’unzione con olio dopodiché il catecumeno, abbandonati i vecchi abiti, indossava una veste bianca e riceveva un nome mistico; nella fase post liminale, l’individuo rinato come cristiano poteva partecipare al rito della Messa e riceveva l&#8217;eucaristia. Il battesimo era inteso come un’effettiva morte e resurrezione, da resurgere che significa nascere a nuova vita, una nascita regale da un nuovo lignaggio, quello divino come figlio di Dio.</p>
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		<title>Pellegrini e Tarocchi</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Feb 2022 13:23:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti - Uomo e il Sacro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pellegrini e Tarocchi Le strade d’Europa sono state attraversate dai pellegrini cristiani sin dai primi secoli dopo Cristo. Dapprima verso Gerusalemme, diretti soprattutto al Santo Sepolcro. Questa meta è tra le più antiche e diventa molto praticata dopo la fine delle persecuzioni contro i Cristiani. Dal IV secolo è attestata anche una discreta mobilità femminile:</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Pellegrini e Tarocchi</h2>
<p>Le strade d’Europa sono state attraversate dai pellegrini cristiani sin dai primi secoli dopo Cristo. Dapprima verso Gerusalemme, diretti soprattutto al Santo Sepolcro. Questa meta è tra le più antiche e diventa molto praticata dopo la fine delle persecuzioni contro i Cristiani. Dal IV secolo è attestata anche una discreta mobilità femminile: in primis Sant’Elena, la madre di Costantino, che tradizionalmente è considerata la prima pellegrina della storia.</p>
<p><img decoding="async" class=" wp-image-4021 aligncenter" src="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/pellegrini-tarocchi-1.png" alt="" width="422" height="343" srcset="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/pellegrini-tarocchi-1-200x163.png 200w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/pellegrini-tarocchi-1-300x244.png 300w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/pellegrini-tarocchi-1-400x325.png 400w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/pellegrini-tarocchi-1-600x488.png 600w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/pellegrini-tarocchi-1.png 614w" sizes="(max-width: 422px) 100vw, 422px" /></p>
<p><img decoding="async" class=" wp-image-4022 alignleft" src="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/Carta-di-Gerusalemme.png" alt="" width="191" height="244" srcset="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/Carta-di-Gerusalemme-200x255.png 200w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/Carta-di-Gerusalemme-235x300.png 235w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/Carta-di-Gerusalemme-400x510.png 400w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/Carta-di-Gerusalemme.png 406w" sizes="(max-width: 191px) 100vw, 191px" />I nostri viandanti avevano degli specifici emblemi di riconoscimento.<br />
I “palmieri”, diretti a Gerusalemme, al ritorno portavano con loro delle piccole croci (a conferma della fede in Cristo e nel mistero della Resurrezione); oppure dei ramoscelli di ulivo (simbolo di pace) o le palmette di Gerico (simbolo della vittoria sul peccato e del martirio).<br />
I “romei”, che andavano a Roma a visitare le tombe degli apostoli Pietro e Paolo e che videro il loro numero crescere soprattutto a seguito del primo Giubileo indetto nel 1300, avevano come insegne delle piccole medaglie con le icone di San Pietro e/o San Paolo, oppure le chiavi di San Pietro o la Veronica ovvero la reliquia conservata in San Pietro in Vaticano, immagine del telo impregnato del sangue di Cristo e recante la sua effige, la vera-icona (molto venerata e celebrata anche da Dante nella Divina Commedia e da Petrarca nel Canzoniere).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class=" wp-image-4023 aligncenter" src="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/mandilion.png" alt="" width="407" height="243" srcset="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/mandilion-200x119.png 200w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/mandilion-300x179.png 300w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/mandilion-400x239.png 400w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/mandilion.png 600w" sizes="(max-width: 407px) 100vw, 407px" /><img decoding="async" class=" wp-image-4024 alignright" src="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/Capasanta.png" alt="" width="242" height="182" srcset="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/Capasanta-200x151.png 200w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/Capasanta-300x226.png 300w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/Capasanta-400x301.png 400w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/Capasanta.png 570w" sizes="(max-width: 242px) 100vw, 242px" />I “giacomei”, infine, secondo questa differenziazione che si deve già a Dante Alighieri (Convivio) e poi rimasta canonica, sono pellegrini verso la cattedrale di Santiago di Compostela, dove sono conservate le reliquie dell’apostolo San Giacomo Maggiore. Una spinta verso questa meta si ebbe intorno al 950 quando, su iniziativa del potente abate di Cluny, si cercò di potenziare la Reconquista spagnola contro i musulmani. L’insegna dei giacomei era ed è la capasanta, ossia la grande conchiglia il cui simbolismo è legato ad un miracolo compiuto da San Giacomo e che pertanto è diventata emblema della provvidenza divina e della salvezza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class=" wp-image-4020 aligncenter" src="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/Rituale-del-Pellegrino.png" alt="" width="385" height="261" srcset="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/Rituale-del-Pellegrino-200x135.png 200w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/Rituale-del-Pellegrino-300x203.png 300w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/Rituale-del-Pellegrino-400x271.png 400w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/Rituale-del-Pellegrino-600x406.png 600w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/Rituale-del-Pellegrino.png 750w" sizes="(max-width: 385px) 100vw, 385px" /><br />
<img decoding="async" class=" wp-image-4019 alignleft" src="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/Vetrata-San-Giacomo-281x1024.png" alt="" width="163" height="594" srcset="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/Vetrata-San-Giacomo-82x300.png 82w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/Vetrata-San-Giacomo-200x729.png 200w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/Vetrata-San-Giacomo-281x1024.png 281w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/Vetrata-San-Giacomo.png 397w" sizes="(max-width: 163px) 100vw, 163px" />La divisa del pellegrino, dal pregnante simbolismo, che veniva benedetta durante una specifica liturgia di investitura praticata prima della partenza, prevedeva una bisaccia fatta di pelle di un animale morto; un bordone, cioè il bastone ricurvo che era assegnato come se fosse stato un terzo piede; un mantello con il cappuccio, detto pellegrina o schiavina. Inoltre vestiva una tunica cinta alla vita da un cordone e le gambe e i piedi erano protetti da lunghe calze di lana e stivaletti. Al bordone, cioè al bastone, veniva legato un fazzoletto di stoffa bianco asperso di acqua benedetta. Sulla testa indossava il cappello rotondo, chiamato petaso, a falde larghe, di feltro o di cuoio, alla cui tesa rovesciata era appeso l’emblema distintivo del suo viaggio, quindi la croce oppure la palmetta o la conchiglia &#8230;</p>
<p>Un accostamento iconografico molto interessante è quello che si può istituire tra il pellegrino, in genere sintetizzato nel corso dei secoli dalla stessa iconografia di San Giacomo Maggiore, e due carte dei Tarocchi, nello specifico con il Mago e con l’Eremita.<br />
Gli Arcani Maggiori e Minori hanno una tradizione molto antica e c’è chi li fa risalire addirittura all’antico Egitto.<br />
Pentacoli magici ricchissimi di simbolismo.<br />
Il Mago, o Bagatto è la prima carta, contraddistinta anche dal numero 1 e dalla prima lettera dell’alfabeto ebraico (Alef). Indica l’inizio, l’Unità, il Principio di tutto in cui in germe vi è già lo sviluppo dell’intera opera da compiere. Il mago è un giovane uomo che indossa un cappello recante il simbolo dell’infinito e che ha davanti a sé la Coppa, il Denaro, la Spada e impugna un Bastone. Come si può leggere ne La chiave del tarocco di Alessandro Benassai, questi quattro oggetti precipui sono simboli delle sue qualità e facoltà. La Coppa simboleggia il cuore ma anche la Sapienza e l’Amore che risiedono in esso, simbolicamente rimanda anche ad un’altra coppa: quella del Graal, la coppa che dispensa l’acqua della vita eterna. L’oro del Denaro rimanda al suo discernimento spirituale. La Spada è la sua volontà messa al servizio del Bene. Il Bastone indica, tra gli altri aspetti, anche il dominio e la proiezione delle forze. Questi quattro importanti simboli stanno ad altri quattro rilevanti verbi iniziatici: Sapere (Coppa), Osare (Bastone), Volere (Spada), Tacere (Denaro). Si tratta, pertanto di simboli di quelle qualità e di quelle forze grazie alle quali il Mago può intraprendere il cammino interiore che lo porterà ad una reintegrazione con Dio.<br />
I 22 Arcani Maggiori, infatti, possono essere letti anche come fasi, step, di un ben preciso itinerario, di un cammino di trasmutazione interiore. Più o meno come quello di un vero pellegrino.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-4018 alignleft" src="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/Il-Bagatto.png" alt="" width="242" height="463" srcset="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/Il-Bagatto-157x300.png 157w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/Il-Bagatto-200x382.png 200w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/Il-Bagatto.png 306w" sizes="(max-width: 242px) 100vw, 242px" /><img decoding="async" class="alignnone wp-image-4017" src="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/Il-Mago.png" alt="" width="266" height="465" srcset="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/Il-Mago-172x300.png 172w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/Il-Mago-200x350.png 200w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/Il-Mago.png 337w" sizes="(max-width: 266px) 100vw, 266px" /></p>
<p><img decoding="async" class=" wp-image-4016 alignright" src="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/Eremita.png" alt="" width="149" height="262" srcset="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/Eremita-170x300.png 170w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/Eremita-200x352.png 200w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2022/02/Eremita.png 325w" sizes="(max-width: 149px) 100vw, 149px" />Il mantello, la lanterna e il bastone sono, invece, gli attributi dell’Eremita. Questa carta dei Tarocchi rappresenta il vero ardore religioso che, unito all’intelligenza rischiarata dalla luce della lampada e al raccoglimento interiore simboleggiato dal mantello, consente di procedere lungo questo cammino di evoluzione spirituale. Come il pellegrino, l’eremita è sorretto anche dalla fede e dalla perseveranza simboleggiate del bastone. Infatti il bastone è anche una forza su cui appoggiarsi e fare leva per cercare di vincere, passo dopo passo, tutte le resistenze che il mondo gli oppone. L’eremita, che volontariamente muore al mondo terreno, sta alla rinascita spirituale, divina. Ma si tratta solo dell’ottava carta, questo cammino prevede infatti che si vada avanti, ancora avanti, sempre avanti…</p>
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