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	<title>Giulio, Autore presso Simboli, Miti, Rituali</title>
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	<title>Giulio, Autore presso Simboli, Miti, Rituali</title>
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		<title>Curiosità sulla Val di Susa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Dec 2021 11:11:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti - Simboli Scolpiti nella Pietra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Curiosità sulla Val di Susa …Si tramanda che da questo luogo sacro prese vita la città megalitica di Rama; che sarebbe stata edificata dai cinque ai settemila anni avanti Cristo e che si sarebbe sviluppata nel triangolo compreso tra l’attuale Torino, il comune di Chianocco e la Sacra di San Michele. Una città ciclopica che</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>Curiosità sulla Val di Susa</h3>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft wp-image-3811" src="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Fetonte.jpg" alt="" width="347" height="677" />…Si tramanda che da questo luogo sacro prese vita la città megalitica di Rama; che sarebbe stata edificata dai cinque ai settemila anni avanti Cristo e che si sarebbe sviluppata nel triangolo compreso tra l’attuale Torino, il comune di Chianocco e la Sacra di San Michele.<br />
Una città ciclopica che non aveva nulla da invidiare a luoghi come Machu Pichu o Tihauanaco.</p>
<p>Ai tempi della città di Rama giungevano qui pellegrini da varie parti della terra per rendere omaggio ad un culto misterioso che esisteva nel cuore della valle di Susa.</p>
<p>Quello che è accaduto in Piemonte e ci è stato tramandato attraverso il mito di Fe-tonte, ha modificato la vita delle popolazioni locali e ha dato il via ad una tradizione religiosa che ha avuto riflessi su tutto il pianeta.</p>
<p>Questo evento straordinario ha lasciato necessariamente degli echi e delle manifesta-zioni concrete nel nostro tempo; infatti tutta la zona che comprende la valle di Susa e il luogo su cui sorge Torino è a tutt&#8217;oggi investita di una misteriosa forza spirituale.</p>
<p>Secondo alcuni storici fu proprio in questa zona che in cielo apparvero a Costantino la croce fiammeggiante e la scritta &#8220;In Hoc Signo Vinces&#8221;, segni che convinsero l’imperatore a convertirsi al cristianesimo. I cosiddetti &#8220;Campi Taurinati&#8221;, di cui par-lano le cronache dell’epoca, sembrerebbero coincidere con la zona pianeggiante di Grugliasco e Rivoli che separa Torino dal massiccio del Musinè.</p>
<p>Il sito dove sorge il monte Musinè amplificherebbe, nel momento in cui vi si sosta, le facoltà extrasensoriali che ognuno di noi avrebbe, ma che solo in particolari circo-stanze risultano evidenti. Gli stessi rabdomanti hanno dichiarato che in prossimità del monte bacchette e pendolini si muoverebbero in modo molto più accentuato del normale.</p>
<p>Da sempre la zona è teatro di apparizioni di misteriosi bagliori azzurri, verdastri e fluorescenti. Esse hanno fatto la loro comparsa fin dal lontano 966 d.C..<br />
All’epoca il vescovo Amicone si trovava in Val di Susa per consacrare la chiesa di San Michele sul monte Pirchiriano, di fronte al Musinè. Durante la notte, in attesa dell’arrivo dell’alto prelato, i valligiani assistettero ad uno spettacolo affascinante ma pauroso al contempo: il cielo fu percorso da travi e globi di fuoco che illuminarono la chiesa come se fosse scoppiato un incendio. Altre storie parlano di carri di fuoco che spesso sorvolavano la vetta…</p>
<p>Ai piedi del Musinè esiste un &#8220;cono d’ombra&#8221; cioè una zona di interferenza che oscura qualsiasi trasmissione radio. Anche gli aerei privati che si trovano a sorvolare il luogo vengono disturbati nelle loro trasmissioni radio. Questi problemi cessano nel momento in cui ci si allontana dalla montagna.</p>
<p>Appare strana la distribuzione della vegetazione, particolarmente ricca ai piedi del monte, ma che poi si dirada in modo quasi repentino col crescere dell’altitudine. La forestale ha inutilmente speso ingenti capitali per rimboscare la zona, nella quale le giovani piante sembrano morire una dopo l’altra.<br />
Le pendici sono ricche d’incisioni rupestri e di grandi pietre disposte in modo forse rituale, testimonianze di un passato ancora ben da decifrare. In un masso è raffigura-ta addirittura una giraffa africana, ma questi animali non vivevano in Piemonte, nemmeno nel neolitico.</p>
<p>La salita è costeggiata, in località Torre della Vigna, fra i 400 e i 900 metri, da una serie di strutture a forma di coppa, dette coppelle. Queste sono disposte in maniera tale da formare delle mappe celesti. Sono rappresentate la Croce del Nord, l’Orsa Maggiore, l’Orsa Minore, Cassiopea e le Pleiadi. In pratica c’è tutto l’emisfero bo-reale ma anche altre raffigurazioni non ancora identificate.</p>
<p>Suggestiva è la visione dalla vallata quando, riempite le cavità di combustibile e incendiate, la montagna si ricopre di tante piccole luci.</p>
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		<title>Curiosità sul Monte Bego</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Dec 2021 11:03:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti - Simboli Scolpiti nella Pietra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Curiosità sul Monte Bego Nell’ incontro svolto a Pistoia sabato 27 novembre 2021 abbiamo parlato dei simboli incisi, su numerose rocce, ritrovati sul Monte “Bego” situato nella Regione Sud della Francia e nella vicina Valle delle Meraviglie. La caratteristica principale di queste incisioni rupestri riguarda l’altitudine del sito (2000-2500 m) e la significativa ed ossessiva</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>Curiosità sul Monte Bego</h3>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-3814 aligncenter" src="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Monte-Bego.jpg" alt="" width="855" height="248" srcset="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Monte-Bego-200x58.jpg 200w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Monte-Bego-300x87.jpg 300w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Monte-Bego-400x116.jpg 400w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Monte-Bego-600x174.jpg 600w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Monte-Bego-768x223.jpg 768w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Monte-Bego-800x232.jpg 800w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Monte-Bego.jpg 855w" sizes="(max-width: 855px) 100vw, 855px" /></p>
<p>Nell’ incontro svolto a Pistoia sabato 27 novembre 2021 abbiamo parlato dei simboli incisi, su numerose rocce, ritrovati sul Monte “Bego” situato nella Regione Sud della Francia e nella vicina Valle delle Meraviglie.</p>
<p>La caratteristica principale di queste incisioni rupestri riguarda l’altitudine del sito (2000-2500 m) e la significativa ed ossessiva presenza di figure di animali con le corna. Un’ulteriore caratteristica consiste nel fatto che tutte queste immagini sono incise in modo tale che le punte delle corna sono rivolte in direzione della cima della montagna. Ciò non è casuale.</p>
<p>È stato osservato che Monte Bego è una delle montagne delle Alpi Marittime più frequentemente colpite dai fulmini, ed è stato a più riprese ipotizzato che questo monte fosse stato scelto dalle popolazioni preistoriche come “santuario” proprio per via di questa caratteristica meteorologica.È anche il caso di notare la forma a zig-zag di molte corna incise a Monte Bego, che ricordano la forma del fulmine; un fatto evidenziato da numerosi studiosi.</p>
<p>Nella parte più elevata della Valle delle Meraviglie si trova un masso inciso, considerato uno dei reperti più significativi di tutta l’arte rupestre della regione, chiamato popolarmente la “Roccia dell’Altare”, con incisa la scena detta del “Capo Tribù”. È una roccia di tonalità rosso-porpora che si eleva sopra a un’ampia superficie rocciosa liscia sulla quale si trovano centinaia di incisioni.</p>
<p>La roccia si erge come un altare sulla superficie istoriata circostante, e si trova in una posizione dominante la valle, tale da apparire come l’elemento centrale del culto associato all’arte rupestre. È stata datata alla prima parte dell’Età del Bronzo, attorno al 1800 a.C. Nel 1998 la roccia originale è stata rimossa ed è attualmente custodita presso il Museo Archeologico di Tenda, museo dedicato all’arte rupestre di Monte Bego.</p>
<p>Sulla superficie dell’ ”altare” roccioso sono incisi alcuni pugnali, un disegno scaliforme, un piccolo “orante” e una figura antropomorfa di dimensioni maggiori a cui è stato dato il nome di “Capo Tribù”. L’ antropomorfo secondo lo studioso Ausilio Priuli : si presenta con una grande figura cornuta sul busto, una specie di collare, di pettorale.</p>
<p>Alcuni ricercatori hanno osservato sorprendenti analogie fra l’arte preistorica della Valcamonica e della Valtellina e i concetti religiosi e simbolici indo-europei.<br />
Sono state individuate analogie fra l’arte rupestre di Monte Bego e il simbolismo vedico.</p>
<p>Ad esempio, nel simbolismo del sacrificio vedico la parola divina che raggiunge il cuore dell’officiante è rappresentata da punte di frecce e pugnali che puntano verso l’orecchio sinistro dell’officiante, considerato l&#8217;”orecchio del cuore”, e ciò sarebbe rappresentato nella scena del “Capo-Tribù” di Monte Bego, dove un pugnale tocca l’orecchio sinistro della figura antropomorfa.</p>
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		<title>Il Candelabro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Dec 2021 10:56:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti - Simboli Scolpiti nella Pietra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Candelabro Si tratta di un gigantesco bassorilievo evidenziato sull’arido pendio di una grande collina sabbiosa che finisce ripida sulla scogliera settentrionale della penisola, ottenuto asportando lo strato più superficiale del terreno per 50-60 centimetri dal mare il Candelabro appare in tutta la sua imponenza: 183 metri di altezza, più di 100 di larghezza ed</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>Il Candelabro</h3>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-3822" src="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Candelabro-300x139.jpg" alt="" width="300" height="139" srcset="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Candelabro-200x92.jpg 200w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Candelabro-300x139.jpg 300w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Candelabro-400x185.jpg 400w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Candelabro-600x277.jpg 600w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Candelabro-768x355.jpg 768w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Candelabro-800x369.jpg 800w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Candelabro.jpg 929w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Si tratta di un gigantesco bassorilievo evidenziato sull’arido pendio di una grande collina sabbiosa che finisce ripida sulla scogliera settentrionale della penisola, ottenuto asportando lo strato più superficiale del terreno per 50-60 centimetri dal mare il Candelabro appare in tutta la sua imponenza: 183 metri di altezza, più di 100 di larghezza ed un “fossato” centrale largo 5-6 metri.</p>
<p>Il mistero sull’origine e sullo scopo del manufatto è totale, non essendo chiara neanche la sua antichità. Per molti il manufatto è da porre in relazione con le vicine Linee di Nazca, da alcuni interpretate come segnali di antichissime “piste di atterraggio” per misteriosi mezzi volanti. In tal caso il Candelabro, orientato verso Nord-Ovest, sarebbe servito come indicatore di direzione per i mezzi spaziali.</p>
<p>Altri archeologi preferiscono considerarlo un simbolo antico dei Cabeza Larga, i misteriosi costruttori delle numerose camere funerarie sotterranee della necropoli di Paracas, le cui inquietanti mummie con corredo funebre si sono incredibilmente conservate fino ad oggi grazie al clima straordinariamente secco: in questo caso il Candelabro sarebbe una misteriosa testimonianza delle scomparse e poco conosciute culture sviluppatesi dalla prima metà del III millennio a.C. fino al X secolo della nostra era.</p>
<p>Ma i ritrovamenti delle straordinarie Pietre di Ica, e i miti sudamericani dei misteriosi visitatori Viracochas aprono sempre più affascinanti scenari e contribuiscono ad alimentare i misteri della zona.</p>
<p>Per altri ricercatori e studiosi dell’insolito il Candelabro sarebbe solo il simbolo della conquista di quel territorio da parte delle forze armate dello scomparso continente Mu, all’epoca del massimo espansionismo di questo mitico impero, che già tendeva a dominare il mondo circa 17000 anni prima di Cristo. In altri termini si sarebbe trattato di una sorta di emblema tracciato per celebrare una vittoria o per segnalare un confine.</p>
<p>Altra teoria è quella che il Candelabro abbia solo poche centinaia di anni e che sia stato un segnale per i pirati che infestavano le coste peruviane nel XVI e XVII secolo.</p>
<h3>Il significato del simbolo</h3>
<p>I significati essoterici ed esoterici del simbolo tracciato sulla collina di Paracas possono essere diversi secondo il contesto storico o preistorico in cui si voglia collocare il manufatto, ma gli studi scientifici sul geoglifo sono piuttosto scarsi, e pochi sono i tentativi di interpretazione.</p>
<p>Analizzando il significato degli antichi simboli universali, si può riconoscere alla base del geoglifo un rettangolo, che potrebbe rappresentare la Terra, da cui sembra emergere l’Albero della Vita, ricco di germogli, simbolo anche dell’asse del mondo e dell’uomo divino, dalla duplice essenza: il tramite fra la Terra ed il Cielo. L’albero sacro è presente in molte antiche culture, con significati spesso cosmologici, altre volte salvifici. Si pensi solo al mitico Yggdrasil della mitologia nordica, o al biblico Albero della Conoscenza del Paradiso Terrestre.</p>
<p>Infatti, nel glifo è evidente anche una croce o una Tau, (antichissima lettera sacra dei primi alfabeti conosciuti) che richiama i concetti di albero cosmico e asse del mondo, oltre ad avere il significato di “segno”, origine, intesa anche come orientamento e direzione nello spazio e nel tempo. Recentemente c’è chi ha interpretato il Candelabro come un simbolo della costellazione polare meridionale detta Croce del Sud.</p>
<p>Il triangolo che sormonta il braccio orizzontale della croce rafforza i concetti già espressi con la più essenziale rappresentazione della tripartizione sacra, che è presente nella Trinità dei cristiani come nella Trimurti degli induisti. È necessario inoltre ricordare come questo simbolo richiami il numero tre e sia quindi l’emblema della creatrice della vita, la Grande Dea Madre delle culture preistoriche e protostoriche dell’Europa. Anche la madre di Gesù, Maria, fu spesso associata all’Albero della Vita, in quanto il suo frutto era destinato a salvare l’umanità.</p>
<p>Inoltre la croce rappresenta il numero quattro, così come il triangolo è simbolo del tre: il triangolo e la croce insieme sono all’origine del sette (3+4=7) e del dodici (3×4=12), i più sacri fra i numeri di ogni tradizione esoterica.<br />
Infine i tre bracci verticali terminano in figure che potrebbero essere boccioli di fiori di loto, simboli che rafforzano i concetti di vitalità, creazione, resurrezione e sublimazione.</p>
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		<title>Particolari sulle linee di Nazca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Dec 2021 10:04:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti - Simboli Scolpiti nella Pietra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Particolari sulle linee di Nazca ….Qualche curiosità sulle linee. L'airone (o fenicottero) Questa figura, posta di fianco ad un trapezoide, mostra un grande volatile con il collo a zigzag e il becco rivolto ad est. Questo enorme uccello stilizzato ha una lunghezza di 300 m e una larghezza di 54 metri. È considerato dagli studiosi</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Particolari sulle linee di Nazca</h2>
<p>….Qualche curiosità sulle linee.</p>
<h3>L&#8217;airone (o fenicottero)</h3>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-3821 alignnone" src="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Airone-300x183.jpg" alt="" width="300" height="183" srcset="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Airone-200x122.jpg 200w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Airone-300x183.jpg 300w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Airone-400x243.jpg 400w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Airone-600x365.jpg 600w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Airone.jpg 723w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Questa figura, posta di fianco ad un trapezoide, mostra un grande volatile con il collo a zigzag e il becco rivolto ad est.<br />
Questo enorme uccello stilizzato ha una lunghezza di 300 m e una larghezza di 54 metri. È considerato dagli studiosi l&#8217;Annunciatore dell’INTI RAIMI (festa incaica di adorazione del sole), perché nelle mattine tra il 20 ed il 23 giugno, la direzione che va dalla testa al becco punta verso il sorgere del sole.<br />
L&#8217;astronauta<br />
L&#8217;astronauta, così chiamato per la forma della testa che ricorda per l&#8217;appunto il casco di un astronauta, è una delle figure più famose della piana di Nazca, soprattutto riguardo alle speculazioni fantascientifiche che sono state proposte circa l&#8217;origine delle linee.<br />
L&#8217;ipotesi più accreditata è che si tratti di una semplice rappresentazione stilizzata di una figura umana. Secondo Maria Reiche si tratta di uno sciamano o di un sacerdote in grado di prevedere il tempo atmosferico.</p>
<h3>La balena</h3>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-3820 alignnone" src="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Balena-286x300.jpg" alt="" width="286" height="300" srcset="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Balena-200x210.jpg 200w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Balena-286x300.jpg 286w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Balena.jpg 398w" sizes="(max-width: 286px) 100vw, 286px" /></p>
<p>Questa figura è la rappresentazione di una divinità marina. È localizzata all&#8217;estremità orientale del complesso archeologico delle linee ed è sovrapposta ad un grande rettangolo.</p>
<h3>Il Colibrì</h3>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-3818 alignnone" src="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Colibri-300x156.jpg" alt="" width="300" height="156" srcset="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Colibri-200x104.jpg 200w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Colibri-300x156.jpg 300w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Colibri-400x208.jpg 400w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Colibri-600x312.jpg 600w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Colibri-768x399.jpg 768w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Colibri-800x416.jpg 800w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Colibri.jpg 876w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>È uno dei geoglifi più famosi della piana di Nazca, per le sue proporzioni armoniose. La distanza tra gli estremi delle sue due ali è di 66 metri ed è lungo 94 m.<br />
I colibrì erano considerati messaggeri degli dei dalle popolazioni della costa settentrionale peruviana e intermediari tra gli umani ed i condor mitologici nella regione del lago Titicaca. A Puquio, vicino a Nazca erano considerati assistere ai culti rivolti agli dei delle montagne per propiziare la pioggia.</p>
<h3></h3>
<h3>Il condor</h3>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-3815 alignnone" src="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Condor-300x164.jpg" alt="" width="300" height="164" srcset="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Condor-200x109.jpg 200w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Condor-300x164.jpg 300w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Condor-400x218.jpg 400w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Condor-600x328.jpg 600w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Condor-768x419.jpg 768w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Condor-800x437.jpg 800w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Condor.jpg 824w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>In molte culture andine il condor è un uccello associato direttamente alle divinità delle montagne. Il condor di Nazca ha una lunghezza di 130 m ed una apertura alare di 115 m.</p>
<h3>Il fiore</h3>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-3819 alignnone" src="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Il-fiore-300x164.jpg" alt="" width="300" height="164" srcset="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Il-fiore-200x109.jpg 200w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Il-fiore-300x164.jpg 300w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Il-fiore-400x219.jpg 400w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Il-fiore-600x328.jpg 600w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Il-fiore-768x420.jpg 768w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Il-fiore-800x437.jpg 800w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Il-fiore.jpg 858w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<h3>La scimmia</h3>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-3816 alignnone" src="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Scimmia-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Scimmia-200x113.jpg 200w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Scimmia-300x169.jpg 300w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Scimmia-400x225.jpg 400w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Scimmia-600x338.jpg 600w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Scimmia-768x432.jpg 768w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Scimmia-800x450.jpg 800w, https://www.simbolimitirituali.it/wp-content/uploads/2021/12/Scimmia.jpg 960w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Famosissima figura che mostra l&#8217;animale con la coda a forma di spirale.<br />
Le popolazioni dell&#8217;antico Perù associavano le scimmie all&#8217;acqua.<br />
La figura della scimmia fu scoperta nel 1954 da Maria Reiche che credeva potesse rappresentare l&#8217;Orsa maggiore.</p>
<p>&nbsp;</p>
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